Perché l’orientamento evita l’abbandono universitario

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dispersione universitaria

Il fenomeno della dispersione universitaria, noto come “drop-out”, continua a persistere e sembra essere influenzato anche dalla pandemia da Coronavirus. Tuttavia, oggi è diventato necessario intervenire su questo problema. Secondo i dati pubblicati dal Ministero dell’Università e della Ricerca nella sezione Open Data online, nel periodo 2011-2012 il tasso di abbandono degli studi universitari era del 6,3%. Dopo dieci anni, nel 2021-2022, tale tasso è salito al 7,3%, raggiungendo il livello più alto registrato negli ultimi anni. Analizzando i dati per genere, si nota che il 7,4% degli studenti che abbandonano sono di sesso maschile e il 7,2% di sesso femminile. Inoltre, nel 2021-2022, il 7,1% dei casi di abbandono riguardava gli studenti al primo anno di università. Inoltre,

Quali sono le principali cause che contribuiscono all’aumento della dispersione universitaria? Sebbene ci siano diverse cause di rilevante importanza, uno dei principali fattori che porta gli studenti ad abbandonare riguarda l’orientamento, sia a livello universitario che scolastico. Il processo di orientamento svolge un ruolo cruciale nell’aiutare gli studenti a prendere consapevolezza delle proprie prospettive future. Non tutti i discenti arrivano all’iscrizione universitaria con una chiara visione del loro percorso, spesso alcuni scelgono un indirizzo di studio come seconda opzione perché non sono stati ammessi in una facoltà a numero chiuso, oppure perchè influenzati dalle aspettative familiari o pensano che “una facoltà valga l’altra”. Quando la scelta diventa approssimativa e non è supportata da un adeguato orientamento professionale, l’abbandono è sempre dietro l’angolo.

Dunque, intraprendere un percorso universitario è una decisione importante e se manca la consapevolezza, al primo ostacolo o insuccesso gli studenti tendono ad abbandonare o a entrare in un circolo vizioso in cui evitano di sostenere gli esami. È essenziale che gli studenti si iscrivano all’università con l’intento di seguire un percorso di studio che li appassioni e che consenta loro di sviluppare le proprie competenze. Passo dopo passo, esame dopo esame, questo percorso li condurrà verso la carriera a cui aspirano. A tal fine, diventa fondamentale un processo di orientamento che non si limiti a pochi mesi prima dell’iscrizione.

L’orientamento e il tutoraggio, offerti da molte università tradizionali e telematiche, come ad esempio l’Università Telematica Niccolò Cusano, svolgono un ruolo importante. Un programma di orientamento ben strutturato aiuterà gli studenti a individuare la facoltà che meglio si adatta alle loro aspirazioni.

Per questa ragione il MUR  ha deciso di potenziare i servizi legati all’orientamento al fine di favorire un miglior passaggio dalla scuola all’università ed evitare che si configurino fenomeni di dispersione scolastica (Drop out), sul miglioramento dei servizi legati agli studenti attraverso: un più ampio diritto allo studio, un maggiore supporto alla mobilità internazionale, alle attività di tutorato e alle attività didattiche integrative. Questo perchè è stato constatato che coloro che abbiano frequentato corsi di orientamento vi sia una percentuale minore di abbandono o di cambio percorso. Infatti, secondo i dati di AlmaDiploma, risulta che il 15,3%  degli studenti non risulta essere soddisfatto delle proprie scelte a causa di uno scarso processo di orientamento. Questa circostanza ha portato il 6,6% ad abbandonare definitivamente gli studi senza darsi una seconda opportunità, mentre l’8,7% ha deciso di cambiare ateneo o corso di laurea dopo un’attenta valutazione delle proprie ambizioni.

Un buon programma di orientamento ben strutturato è sicuramente essenziale per aiutare gli studenti a prendere una decisione informata sull’iscriversi o meno a un determinato corso di laurea. Tuttavia, ci sono altri fattori che possono influire sulla scelta di abbandonare l’università. Ad esempio, la mancanza di opportunità per ottenere una borsa di studio negli anni successivi in caso di cambio di facoltà può rappresentare un ostacolo significativo. Inoltre, la mancanza di sostegno psicologico e tutoraggio può essere un problema, a differenza delle università telematiche che offrono specifiche figure di supporto per l’intero percorso di studio. La crisi economica che ha colpito molte famiglie può rendere difficile affrontare i costi dell’università, contribuendo così all’abbandono degli studi.

Infine, la mancanza di prospettive lavorative future in alcuni settori può generare una sensazione di frustrazione e demotivazione tra gli studenti, spingendoli a interrompere gli studi. Pertanto, una valida opportunità potrebbe essere quella di verificare quale, tra le varie opzioni di corsi di laurea triennali, siano garantite maggiori opportunità lavorative e in base a questa prospettiva considerare quale sia la facoltà che più si avvicina, attraverso un attento percorso di orientamento, alle proprie aspirazioni e desideri.