Quello che non sapete di J.K. Rowling

J. K. Rowling, dopo una vita non facile a causa di situazione economica sfavorevole, decise di darsi alla scrittura per rimediare i soldi dell’affitto, ché di lavorare non aveva voglia. Cominciò a elaborare qualcosa che potesse vendere facilmente come gli aspirapolvere della Folletto o il Bimby.
Aveva sentito che un certo Fabio Volo aveva smesso di fare il panettiere per scrivere libri, quindi reputò la cosa possibile.
Iniziò dapprima a mettere giù una storiella su un coniglietto con il morbillo, ma stranamente non incontrò il favore dei lettori. Passò allora ai racconti sullo scarafaggio daltonico, sulla scimmietta con la forfora, sul cobra col gomito da tennista e sulla lumachina tachicardica, ma gli editori non ne volevano sapere, ché non si guadagnava abbastanza con quelle storie.

 

Come iniziò la sua carriera di scrittrice

Gli arretrati dell’affitto da pagare diventavano sempre di più e decise di seguire le orme del collega Moccia partendo dal suo motto: “ ”. Una volta, durante una lunga passeggiata con la figlia nella carrozzina, si fermò al pub del cognato e si mise a scrivere. Alla quinta pinta di Imperial Stout gli venne in mente di inventare una storia sul binario 9 e ¾. Insomma, dei ragazzi si mettono su un binario inesistente aspettando un treno inesistente. Si vede che non era mai stata alla Mergellina. Solo che da noi sarebbe anche passato un babbano con birre, coca cola, caffè, sfogliatelle e panini. Insomma questo maghetto era un secchione antipatico e mostri, draghi, serpenti, orchi cercavano sempre di ammazzarlo ma non ci riuscivano mai. La scrittrice non amava il lieto fine. Mentre la birra faceva il suo effetto e la pargoletta scalpitava nel passeggino, lei immaginava questo occhialuto antipatico e saputello.
Cominciò a fantasticare di un mondo dove magia e realtà coesistevano. Un luogo dove esseri particolari cercavano di dare a bere le loro fantasticherie al popolo comune. Prendendo spunto dal parlamento italiano. Nella scuola erano divisi in squadre e i gli antagonisti principali erano Grifondoro e Serpeverde. Un po’ come Juve e Inter. I Serpeverde erano quelli dell’Inter.

Mentre scriveva raccontava tutto a un vecchio sordo seduto al tavolo affianco che beveva e annuiva convinto. Dopo un’ora, e alla quindicesima pinta, il primo Harry Potter era finito. Le venne in mente di metterci anche una partita di calcio giocato sulle scope volanti, come fosse stata una Salvatores qualsiasi, che la partita di pallone ce l’infila sempre. La scrittrice passò la serata a lavare i bicchieri nel pub, ma dopo fu ampiamente ripagata. Il pubblico apprezzò fin da subito l’opera, che di bambini rincoglioniti non ce n’è mai pochi.
L’idea cardine della Rowling era quella di una scuola dove i ragazzi imparano, i professori insegnano e i tetti non crollano. Narrativa fantastica, insomma.
L’approfondimento delle storie è notevole, per esempio Harry parla in serpentese, che è una lingua incomprensibile che la Rowling inventò studiando i fonemi che emette Maurizio Costanzo in tv.
Alcuni cattolici cominciarono ad attaccare l’autrice, perché avrebbe favorito la divulgazione della stregoneria. Che è come prendersela con la Mazzantini perché diffonde la cultura.

Non solo romanzi

La Rowling alla fine dichiarò di credere in Dio e non nella magia. Che con tutti questi babbani in giro, bisogna essere cauti nelle affermazioni, che finisci subito al rogo.
Per le sue alte qualità artistiche è stata nominata: Cavaliere della Legione d’Onore, Dama dell’Ordine del Sorriso, Ufficiale del Granducato di Cornovaglia e della Via Lattea e Ministro della Setta dello Scarabeo glitterato.
Dopo la grande fortuna del primo libro Harry Potter e la pietra filosofale, scrisse Harry Potter e Zorro contro Maciste, Harry Potter e il mistero della pepata di cozze, Harry Potter e la Congrega di Equitalia.
Decide anche di dedicarsi alla saggistica, memorabili i suoi volumi: Fai anche tu una pozione d’amore con l’Amaro del Capo, Costruisci la tua bacchetta magica con la gamba del tuo comodino, Come diventare mago in dieci pratiche lezioni, Sconfiggi anche tu i babbani con l’ipnosi e Fai la tua scopa volante con una Fiat Duna.
L’interprete dei film è sempre l’attore Daniel Radcliffe e le storie seguono la sua età reale. I prossimi film saranno: Harry Potter contro la Fornero, Harry Potter e l’amaro caso della prostata ingrossata e Chi ha rubato il pappagallo a Harry Potter?

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