L’uso di canapa nella storia dell’arte

Molti di noi sono a conoscenza del fatto che la canapa sia stata usata in numerosi ambiti, e a lungo nel corso della storia, prima dell’avvento dell’era proibizionista, negli anni ’30 del secolo scorso; tuttavia oggigiorno l’industria sta riprendendo vigore, sia nel mondo che in Italia, dove è legale coltivare canapa sativa – ovvero quella destinata all’uso industriale. Essendo un materiale utilizzabile con una versatilità estrema, esso ha visto (e vede ancora oggi) applicazione in ambito industriale per quanto riguarda il settore tessile, della bio edilizia e del bioetanolo (per l’energie rinnovabili). Sono numerose anche le emergenti startup e aziende mirate alla coltura, alla valorizzazione dell’ambiente e alla produzione di cibo a base di farina e semi di canapa. È usata anche per cosmetici, produzione di carta, olii per il benessere del corpo. Potete trovare maggiori informazioni su questa splendida pianta su questo sito.

Andiamo a scoprire dunque quale è stato l’impiego della canapa nella storia dell’arte, dai tempi passati ai giorni nostri.

Quali settori di questa industria interessano l’arte?

Oggi ci soffermeremo in particolare sui colori ad olio di canapa, e sulle tele per i dipinti in tessuto fatti della medesima fibra.

Difatti sono stati numerosi gli artisti che nel corso della storia hanno fatto uso i colori ad olio a base di cannabis sativa per la realizzazione dei loro più famosi capolavori; tra i vari artisti è doveroso nominare Leonardo da Vinci e Michelangelo, oltre che gli immortali Van Gogh e Picasso.

L’utilizzo della canapa nell’arte non va però associato unicamente all’uso di colori ad olio ricavati dalla pianta di cannabis sativa; difatti persino le tele su cui sono stati affrescati numerosi dipinti degli artisti precedentemente citati sono in tessuto di canapa.

Perché la canapa è stata (ed è) utilizzata nell’arte?

La domanda che sorgerebbe spontanea in questi casi è: perché mai questi artisti avrebbero dovuto usufruire dei colori e delle tele rispettivamente a base di olio e tessuto di canapa? Quali sono i benefici?
La risposta è semplice: questi grandi artisti hanno usato strumenti del genere perché l’opera potesse sopravvivere più a lungo e mantenersi in un ottimo stato nel corso del tempo.
Da questa pianta si ricava una fibra che presenta molta resistenza al calore e alla muffa (e per questo motivo è usata per le tele delle opere) e riesce a presentare una lucidità unica all’impatto con la luce, evitando di essere danneggiata dall’assorbimento della stessa (motivo che ha portato i grandi artisti ad preferire i colori a base di olio di canapa per la realizzazione dei dipinti). Potete leggere maggiormente riguar

In quali opere è stato documentato l’uso di questo materiale?

Autoritratto di Vincent Van Gogh, olio su tela di canapa

Tra le opere più celebri, dove è stato documentato l’utilizzo di materiali in canapa, ricordiamo la Cappella Sistina; in quel caso Michelangelo utilizzò una base di colori ad olio di canapa all’insaputa, addirittura, di colui che aveva commissionato l’opera, ovvero il Papa. Un altro celebre capolavoro, dipinto ad olio su tela di canapa, è il celebre autoritratto di Van Gogh.

La canapa è utilizzata tutt’oggi in arte contemporanea, in particolare per molte decorazioni di pareti e mobili, oltre che in vari oggetti usati per alcuni illustrazioni o piccole costruzioni e opere (come ad esempio biomattoni).

Negli Stati Uniti, dove il settore industriale relativo alla cannabis sativa si è portato avanti nel corso degli ultimi anni, è nata anche una galleria d’arte che espone solamente dipinti realizzati su tela creata, appunto, con questo materiale.

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